Mezza giornata a Innsbruck: cosa fare e cosa vedere

Ero in Trentino. Una giornata fantastica, di metà settembre. Con un sole forte sospeso nel fragore del vento.

Dopo aver pranzato a Cortina, ho pensato di salire più sù, molto più sù, fino ad arrivare a Innsbruck. Sì, un pomeriggio a Innsbruck.

Più salivo l’Italia e più mi rendevo conto di non essere più in Italia: vigeva l’ordine, le regole stradali, l’educazione della gente, la pulizia delle strade.

Il crescendo di queste sensazioni sono state enfatizzate nel momento in cui ho messo piede a Innsbruck.

Ho parcheggiato di fianco a un parco, tutto perfettamente curato con dei lunghissimi marciapiedi per passeggiare e altrettanto fantastiche corsie per i ciclisti.

Bambini che corrono, persone sorridenti, clacson inesistenti. Vigeva la calma più assoluta. Abbastanza strano per chi ha vissuto la gran parte della sua vita in una città molto caotica.

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Mi sono diretta verso il centro e lì i miei occhi si sono ufficialmente trasformati in un microscopio di gioia.

Vi spiego il perché! Quando visito posti nuovi amo notare i particolari. Magari quelli che nessuno riesce a vedere, vuole vedere. Come questa fantastica papera che cercava di addentare una mela lanciata da un passante nel fiume che attraversa la città, da cui prende il nome.

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C’erano così tanti particolari da notare che i miei occhi non sapevano più dove posare lo sguardo. Ecco perché, spesso, ho bisogno di fermarmi – da sola – e iniziare a fare lo screening di ciò che mi circonda.

Ogni volta, in ogni città, devo trovare il mio posto. Quello in cui mi sento tranquilla di respirare, di pensare, di sognare, di fotografare. Quando lo trovo, ci sono solo io. Del resto del mondo non m’importa.

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Seria, pensante, me ne stavo lì a scrutare ciò che la natura è stata in grado di fare.

Dopo essermi dedicata del tempo, quello vero, ho iniziato a ispezionare la cittadina senza tralasciare il fantastico ponte sotto cui scorre il fiume.

Una vista emozionante contornata dalle alpi che alte, sinuose, imponenti nella loro forma mi lasciavano una sensazione di protezione oltre modo.

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E poi il centro di Innsbruck: una favolosa e lunghissima strada piena di negozi, gente che correva per andare a lavoro e turisti in cerca del pranzo perfetto da fare. Un po’ come me che ho scelto il bretzel, mai assaggiato prima di quel momento. E non uno solo, eh!

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E poi questa fantastica piazza centrale di Innsbruck con angolo lettura all’aperto: amache, cuscini, sedie di un pullman, materassi, banconi di un bar. Tutto per far scegliere, ad ognuno di noi, il modo migliore per sentirsi a casa e godersi una buona lettura.

Wow! Sarei voluta restare qui per la vita intera.

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Ho speso solo poche ore in questa bellissima città ma mi ha lasciato abbastanza emozioni per scegliere di volerci ritornare.

Vi auguro di poter posare i vostri occhi su questa meraviglia città di Innsbruck.

Con il cuore,

Valentina

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