Cortes Apertas e Prendas de Adelasia: alla scoperta delle tradizioni della Sardegna

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Le prime immagini che vengono in mente pensando alla Sardegna sono i paesaggi estivi, le spiagge e il mare cristallino. Ma l’isola non è solo questo: è tradizione, artigianato, rievocazioni, buon cibo, e tanto altro.

Una parte poco conosciuta della Sardegna è la parte interna, caratterizzata dal massiccio montuoso del Gennargentu, o zona della Barbagia. Nel periodo autunnale-invernale i paesi del territorio montano si animano di feste e rievocazioni, per ricordare le tradizioni, come Cortes Apertas e Prendas de Adelasia.

Vediamo insieme cosa non puoi proprio perderti di questa meravigliosa parte della Sardegna.

Cortes Apertas

Per far rivivere le tradizioni locali, nel 1996 nasce Cortes Apertas in Barbagia. Nella sua prima edizione, la manifestazione veniva fatta nella cittadina di Oliena ma, con il passare degli anni (nel 2019 c’è stata la XXIV edizione), è cresciuta sempre più coinvolgendo sempre più paesi.

Per il tuo viaggio in Barbagia nel periodo natalizio (fine novembre, inizio dicembre) non perdere per niente al mondo questa manifestazione dove vengono rievocate le tradizioni, la cultura e i sapori di questo territorio dell’entroterra sardo.

Oniferi

Una delle cittadine che non potrai proprio non visitare in Barbagia è Oniferi. Si trova a quasi 500 m sul livello del mare e, grazie alla sua altezza, è possibile ammirare tutta la zona boschiva composta da sugheri, querce, lecci e olivi.

Il paese conta circa 900 abitanti e gli oniferesi, durante le Cortes Apertas, aprono le porte delle loro case lieti di far conoscere le proprie tradizioni. Una delle tradizioni di Oniferi è il canto a tenore, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Passeggiando per il paese è possibile assistere alla lavorazione del pane, degustare i prodotti tipici come il pecorino, i biscotti oniferesi conosciuti per la loro decorazione e le “casadinas”, dolci tipici sardi.

La passeggiata nel borgo è una vera e propria rievocazione delle tradizioni sarde: costumi, ricami sardi, balli e i pezzi d’artigianato attrarranno sicuramente la tua attenzione!

Come non nominare anche le numerose mostre dedicate ai centenari di Oniferi? In queste zone, le persone ultracentenarie sono molte, grazie alla buona qualità di vita e al poco inquinamento.

Teti e il Museo archeologico

La zona della Barbagia è conosciuta anche per i nuraghi: delle antiche costruzioni in pietra di forma troncoconica. Si parla dei nuraghi e della civiltà nuragica a partire dal 1800 a.C.: sembra che queste costruzioni avessero una funzione militare, di difesa, ma anche religiosa e votiva.

Nel Museo archeologico di Teti è stata ricostruita in scala naturale una di queste costruzioni con i materiali del luogo. Inoltre, all’interno del Museo è possibile vedere diversi materiali provenienti dal territorio di Teti, come reperti in bronzo e vasi in ceramica.

La tradizione medioevale: Prendas de Adelasia

Parlando sempre di tradizioni dell’entroterra sardo, oltre alle Cortes Apertas di cui abbiamo parlato prima, ti consiglio di partecipare a un’altra manifestazione: le Prendas de Adelasia, una ricostruzione storica in costume nel borgo medioevale di Burgos.

Sarà come rivivere questo paese nel medioevo, con cibo, profumi e sapori grazie a un susseguirsi di cortei di cavalieri, dame, musici, giullari e balli tipici del medioevo. Ti sembrerà di essere in un’altra epoca.

Da non perdere è la visita al castello, una fortificazione con la funzione di difesa e di controllo sul territorio circostante, vista la sua posizione. Qui ha vissuto Adelasia di Torres, una figura leggendaria della storia della Sardegna, ultima giudicessa di Torres e regina di Sardegna.

Adelasia ha deciso di ritirarsi per sempre in questo castello dopo che il marito Enzo, figlio di Federico II di Svevia, lasciò l’isola.

Quindi una Sardegna non solo da visitare nel periodo estivo per le spiagge e il mare ma bellissima da vivere anche negli altri periodi dell’anno con le rievocazioni e le tradizioni centenarie.

Articolo scritto da Raffaella Martini, Blogger di ingegnererrante.com per il Blog valentinacarbone.it

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