Un’estate per rinascere in Sicilia

Nel 2012 mia madre mi regalò una vacanza in Sicilia, a Noto per l’esattezza. Era l’ultima settimana di giugno e faceva un gran caldo, io non avevo voglia di nessuna vacanza dopo il lutto che mi aveva colpita, mare e divertimento non mi attiravano, ma con un po’ di coraggio decisi di partire.

Forse non lo sapete, ma io sono di origine sarda e l’idea di visitare una delle isole più importanti d’Italia un po’ mi attirava, quindi la smisi di lamentarmi e dissi: “Perché no?”. Appena atterrai a Catania sentii subito quel profumo, è indescrivibile, quello lo senti solo se vieni dal mare. Vidi l’Etna da lontano, perché appena atterri a Catania è subito lì che ti aspetta, con quel fumo nero, che sembra voler comandare sulla città, come per ricordare che la natura è più potente di noi.

Alla scoperta di un viaggio chiamato Sicilia

Io e mia madre ci recammo in un Resort a Noto, a circa 50 minuti di strada dall’aeroporto.

Se dovesse mai capitarvi di andare in Sicilia, andate a visitare questa città, è davvero meravigliosa, capitale del Barocco, protagonista di un devastante terremoto nel 1693. Noto è realizzata con una pietra calcarea di colore chiaro tendente quasi al rosa che cattura come prima cosa lo sguardo del turista che si addentra tra le vie della città.

Prima di entrare nel centro storico non potrete non notare la bellissima porta reale, una delle più belle, se siete appassionati di architettura. Come ogni città del Sud che si rispetti, è piena di chiese ed immensi gradini, tra cui la più bella a mio avviso, è la Cattedrale di Noto. Metterò alcune foto, ma non renderanno l’idea del posto, dei sapori e degli odori che mi sono stati trasmessi.

(centro cittadino di Noto)

Le persone sono sempre felici, non hanno fretta.

È usanza assaggiare le loro specialità, senza obbligo di mangiare nel loro ristorante, i siciliani sono così: genuini. Qui mi sentivo a casa, ma allo stesso tempo ero una turista, nessuno sapeva chi io fossi o cosa mi fosse successo.

Scoprire sé stessi in Sicilia

La prima sera feci una passeggiata in spiaggia, da sola, il rumore del mare mi calma moltissimo.

Ma come sapete il mare favorisce incontri e amicizie e qui ricordo che fu semplicissimo fare amicizia con nuovi ragazzi, la serata così passò leggera tra risate e qualche birra. Confesso che ne avessi davvero bisogno, non ridevo così da molto tempo, ma i piedi nella sabbia e la loro voglia di farmi ridere, suppongo, aiutò parecchio.

Nei giorni seguenti visitai Ibla (per chi di voi non lo sapesse, è il luogo dove giravano Montalbano, io lo scoprii quel giorno). Mentre scrivo, ricordo ancora la sensazione delle 4 del pomeriggio, dove quelle meravigliose pietre rosate, rilasciano il calore delle giornate di sole per i borghi della città, e che ovviamente ti costringono a bere almeno dieci delle loro granite. Poco male! La loro granita è buonissima, e per sopravvivenza se si visitano certi luoghi, va bevuta. La borgata di Ibla è molto più antica di Noto e altre città limitrofe e dall’alto delle sue mura, sulle colline, regala una vista che lascia senza fiato.

Mare, estate, cioccolato e rinascita: per me la Sicilia è questo!

Giorno dopo giorno questi posti mi trasmettevano qualcosa che non riuscivo ancora a decifrare, fino a quando non mi recai a Modica e non assaggiai il loro cioccolato.

Come non parlare di Modica se siete in Sicilia? Prima di tutto è patrimonio dell’Unesco, sapete? Non parlo del cioccolato, ma la città! Ma a esser noto è proprio il delizioso cioccolato, che ho scoperto subire una lavorazione a freddo, quando andai a vedere la produzione. Il cioccolato di Modica è I.G.P. è costituito dal 65% di cacao, e, udite, udite non si scioglie! Io rimasi sconvolta da questa informazione (può stare a 35°C e i cristalli di zucchero non fanno sciogliere la tavoletta), e ovviamente potevo non testarlo?

Mi ricordo infatti che nei giorni successivi portai in spiaggia con me le tavolette di cioccolato e davvero non si sciolsero mai. Il cioccolato è un’istituzione in quel paese, e viene consumato in numerose ricette e accostato alle pietanze più disparate come la carne, e se lo chiedete ad una vera donna di Modica vi risponderà che: “non ingrassa!”.

Ancora adesso quando qualcuno che conosco va in Sicilia da quelle parti, chiedo sempre una tavoletta.

Avete mai avuto la sensazione che un luogo vi appartenesse, che foste destinati a farne parte?

Il mio viaggio è proseguito visitando Siracusa e Ragusa che per me sono le città dei colori, le chiamo così perché mi hanno regalato ogni sfumatura possibile. Il mercato alla mattina è ricco di spezie colorate e frutta, ti cattura con quei profumi facendoti dimenticare da dove vieni e chi sei.

Ma nella mia vita non potrò mai dimenticare i piedi immersi nella sabbia per sentire il calore della terra, i capelli disordinati e il vento che ti fa sopportare il caldo. Una settimana vola in fretta specialmente se visiti certi luoghi e quando dovetti ripartire, sentii uno strappo dentro di me, come se mi stessi dividendo e pensai alle frasi di alcune amiche che mi avevano telefonato durante il mio soggiorno: “Sembri diversa, più viva”. Ed era vero, saranno state le feste fino alle 6 del mattino a ballare nella sabbia? Il cioccolato di Modica? Le pietre quasi rosa di Noto? I colori di Ragusa?

Io non lo so, ma io mi sentivo più leggera e una voce dentro di me mi diceva che dovevo ritornare, che avevo assorbito troppo poco di quel luogo e a metà luglio ritornai in Sicilia, però questa volta da sola, nello stesso Resort tanto mi legai la prima volta alle persone che ci lavoravano.

La mia rinascita in Sicilia

Visitai Pachino (ecco perché chiamiamo così il pomodorino) e Marzamemi. Quest’ultima è l’anima dei pescatori, c’è una tonnara che risale al tempo degli arabi ed è meravigliosa da visitare.

Vidi l’alba di Marzamemi e i pescatori con le loro piccole barche andare in mare, con le mani segnate dal tempo. Non so più quante ore rimasi distesa su quella spiaggia a vedere il sole nascere e finalmente scaldarmi il viso.

Quelle sono le fotografie che devi stamparti nella mente per tutta la vita, perché non sempre ti capiterà di vedere uno spettacolo simile. Sarà per questo che a Marzamemi, si produce anche il Nero D’Avola, tipico vino siciliano.

È come il sole che scalda le sue spiagge, Il Nero D’Avola è corposo, forte, denso, non per tutti, e adatto solo per quelli che amano i sapori forti.

Sempre qui potete vedere due mari incontrarsi. Voi l’avete mai fatto? Fatelo! Quando andai alla Spiaggia dell’isola delle correnti vidi i due mari (Ionio e mare del canale di Sicilia) unirsi. La gente attraversa questa corrente con gli zaini sopra la testa per vedere i colori mischiarsi (blu scuro e azzurro). Lo feci anche io, soprattutto per dire che nella mia vita ho fatto il bagno in due mari contemporaneamente. Le foto non rendono assolutamente l’idea delle sfumature e della corrente che provoca questo incontro bellissimo. Bisogna andarci per vedere questa meraviglia.

È la forza della natura che ci mostra qualcosa di magnifico, qualcosa che noi non possiamo creare.

Sicilia on the road dall’alto verso il basso

Lo sapete che l’Etna è il vulcano più alto d’Europa? Ed è tutt’ora attivo!

Se capitate in Sicilia, dedicategli una giornata, lì sopra vi sembrerà di essere su un altro pianeta.

Il silenzio a 2000 metri di altezza? Impagabile! Mi sembrava di essere sulla Luna. Ci sono crateri antichi da visitare e flussi di lava recenti da poter vedere. Invincibile, ecco come mi sono sentita lassù, dopo parecchio tempo, invincibile. Più rimanevo in Sicilia, più mi sentivo forte e viva. Era come se da quella terra, e dalle persone, succhiassi tutta l’energia possibile per rinascere. Luglio non bastò, ormai ne ero dipendente! E di nuovo tornai ad agosto per un periodo lunghissimo.

Rinascere in Sicilia

Questa volta Taormina mi aspettava, era lì col suo Teatro Antico, i Giardini di Naxos e i colori del mare visti dall’alto della sua collina. Ogni posto non mi deludeva, ogni luogo era una nuova scoperta e insieme sentivo una nuova me.

Taormina non delude neanche di notte, è viva, divertente e coinvolgente; ricordo una sera d’agosto che per la felicità ritrovata, le risate con i miei compagni di viaggio o meglio i miei amici siciliani, ballai in strada senza pensare a nulla. Improvvisamente, la mia mente si fermò, dopo quasi tre anni avevo la mente libera da cattivi pensieri e quella notte, dopo anni di insonnia, mi addormentai.

La mia lunga estate siciliana

Vorrei poter elencare altri mille luoghi che ho visto, ma scriverei troppo senza rendere bene l’idea di cosa è per me questa terra.

Questo è stato il mio viaggio della vita, perché questa terra mi ha ridato esattamente quello che avevo perso: la voglia di vivere!

Non ho abbandonato la Sicilia, la gratitudine è un requisito fondamentale per me, e posso dirvi che nel 2018 ci sono tornata. Non avevo bisogno di cercare me stessa, questa volta sono tornata felice e appagata.

Ho visitato nuovi posti, come Erice, San Vito Lo Capo, mi sono immersa nella riserva dello Zingaro e molto altro.

Ci tornerò nuovamente, sempre dicendo GRAZIE ad una terra che mi ha dato tanto…moltissimo!

Articolo scritto da Silvia Piras, in arte Red_Esse