
Ci sono destinazioni che sembrano semplici tappe sulla carta e che, una volta iniziate a esplorare, costringono ad allargare continuamente l’itinerario. Pordenone con bambini è stata per noi una di queste. Il centro storico si visita con calma, senza le distanze delle grandi città d’arte, ma basta spostarsi di qualche chilometro per ritrovarsi davanti a un lago color smeraldo, attraversare un ponte sospeso sopra una forra, entrare in un parco faunistico o affrontare, con il linguaggio giusto, una delle pagine più dolorose della storia italiana alla Diga del Vajont.
Noi abbiamo visitato questo territorio con i nostri bambini e abbiamo scelto di alternare città, natura e luoghi della memoria: il centro storico di Pordenone, il Palazzo del Fumetto, il Parco di San Valentino, il Parco Faunistico Pian Pinedo, il Lago di Barcis, la Vecchia Strada della Valcellina con il ponte tibetano, la Diga del Vajont e il borgo di Valvasone.
È probabilmente proprio questa varietà la ragione per cui Pordenone funziona bene come destinazione family.
Non serve costruire giornate piene di attrazioni. Si può passeggiare tra i palazzi affrescati al mattino, lasciare spazio ai bambini in un grande parco nel pomeriggio e utilizzare i giorni successivi per entrare nelle Dolomiti Friulane.
E oggi c’è una ragione in più per tenere d’occhio la città: Pordenone sarà Capitale Italiana della Cultura 2027, con un programma che sta prendendo forma già nel 2026 e che porterà nuovi progetti, mostre e iniziative in città.
Pordenone con bambini: perché sceglierla per un viaggio in famiglia
Pordenone non è una destinazione costruita intorno alle attrazioni per bambini. E, per una famiglia che ama realmente viaggiare, può essere un vantaggio.
I bambini entrano nel viaggio degli adulti, ma trovano continuamente qualcosa che parla anche a loro.
Nel centro storico si può giocare a cercare le facciate dipinte.
Al Palazzo del Fumetto l’arte passa attraverso un linguaggio che conoscono.
Al Parco di San Valentino possono finalmente correre.
A Pian Pinedo la giornata ruota intorno agli animali e alla montagna.
A Barcis arriva l’acqua.
Nella Forra del Cellina arriva l’avventura.
Al Vajont, invece, il viaggio cambia completamente registro e diventa occasione per parlare di storia, memoria, territorio e responsabilità.
È difficile trovare tutto questo nello spazio di pochi giorni.
Pordenone permette inoltre di costruire un soggiorno molto flessibile. La città può essere la base dalla quale partire per le escursioni oppure una delle tappe di un itinerario più ampio nel Friuli Venezia Giulia.
Cosa vedere nel centro storico di Pordenone con bambini
Comincerei proprio da qui.

Il centro di Pordenone è raccolto e permette di muoversi prevalentemente a piedi, caratteristica particolarmente utile quando si viaggia con bambini.
Il suo asse principale è Corso Vittorio Emanuele II, l’antica Contrada Maggiore.
Non attraversatelo semplicemente per arrivare da qualche parte.
Guardate in alto.

Pordenone viene definita urbs picta, città dipinta, per la presenza dei numerosi palazzi affrescati che si susseguono nel centro storico. Le facciate raccontano secoli diversi attraverso decorazioni, motivi geometrici, figure e scene narrative.
Con i bambini trasformerei questa passeggiata in un piccolo gioco.
Chi trova per primo un animale?
Una figura umana?
Una decorazione particolare?
Uno dei palazzi presenta addirittura tredici segni zodiacali: perché tredici e non dodici?
Improvvisamente una passeggiata nel centro storico diventa qualcosa da osservare e non soltanto da attraversare.
Corso Vittorio Emanuele II e il Municipio
Proseguendo lungo il corso si arriva al Palazzo Comunale, uno degli edifici simbolo di Pordenone.
La costruzione originaria risale alla fine del Duecento e mostra chiaramente l’influenza dell’architettura veneta.
Anche qui, con bambini, eviterei spiegazioni interminabili.
Guarderei l’edificio, racconterei due particolari e continuerei.
Il centro storico di Pordenone funziona proprio perché non richiede visite estenuanti.
Il Duomo di San Marco
Accanto al Municipio si trova il Duomo di San Marco, con il caratteristico campanile in cotto.
All’interno sono conservate opere di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, uno dei protagonisti del Rinascimento friulano.

Anche il Civico Museo d’Arte di Palazzo Ricchieri conserva sue opere.
Per chi vuole approfondire il centro storico, PromoTurismoFVG propone inoltre un walking tour con audioguida dedicato alla “Pordenone città dipinta”: al controllo del 31 agosto 2026 il costo indicato è di 5 euro ed è gratuito con FVGcard. Il percorso viene segnalato come accessibile, pur consigliando un accompagnatore in presenza di particolari esigenze legate alla mobilità.
Tariffe e condizioni possono cambiare: vanno sempre ricontrollate prima del viaggio.
Palazzo del Fumetto con bambini: una tappa che ha davvero senso
Il Palazzo del Fumetto è uno dei luoghi che inserirei senza esitazione in un viaggio a Pordenone con bambini.
Si trova a Villa Galvani, in Viale Dante 33, ed è dedicato al fumetto e all’arte sequenziale.
La cosa interessante è che non si limita a esporre disegni.
La mostra permanente racconta l’evoluzione del fumetto attraverso opere originali e differenti linguaggi, dai classici italiani ai manga e alle graphic novel.
Per una famiglia rappresenta un buon punto di incontro tra generazioni: un adulto può riconoscere personaggi e linguaggi della propria infanzia mentre un bambino può incontrarne altri completamente diversi.
L’attenzione verso i più giovani non è teorica. Per l’anno scolastico 2026-2027 il Palazzo propone visite e laboratori per scuole di ogni ordine e grado e durante l’estate 2026 ha organizzato camp artistici per bambini tra 6 e 11 anni.
Orari del Palazzo del Fumetto
Al 31 agosto 2026 gli orari ordinari pubblicati sono:
giovedì e venerdì: 15:00-19:00;
sabato e domenica: 10:00-19:00.
Sono previste aperture dedicate per scuole, comitive e gruppi organizzati su appuntamento.
Mostre, tariffe ed eventi cambiano durante l’anno, quindi prima della visita controllate sempre il calendario ufficiale.
Nel 2026, per esempio, sono state organizzate mostre dedicate a Lupo Alberto, Sergio Toppi e altri grandi protagonisti del fumetto, mentre il calendario 2027 è già in costruzione in vista di Pordenone Capitale Italiana della Cultura.
Parco di San Valentino con bambini
Dopo museo e centro storico, arriva il momento in cui i bambini hanno bisogno semplicemente di essere bambini.
Il Parco di San Valentino è perfetto per questo.

Si estende per oltre 60.000 metri quadrati e negli ultimi anni è stato trasformato in uno spazio fortemente orientato all’accessibilità.
Dal 2020 è infatti uno dei grandi parchi inclusivi italiani: i giochi sono progettati affinché possano essere utilizzati insieme anche da bambini con limitazioni motorie, sensoriali o intellettive.
Questa non è una caratteristica secondaria.
È un modo diverso di pensare uno spazio pubblico.
La parte meridionale ospita l’area giochi inclusiva, mentre il parco comprende vialetti, aree verdi, un laghetto, risorgive e altri elementi legati alla natura.
I percorsi principali sono stati adeguati anche per sedie a rotelle e passeggini, con pendenze dolci e pavimentazioni idonee.
Orari e parcheggio
Nel 2026 il parco osserva questi orari:
da marzo a ottobre: 5:00-22:00;
da novembre a febbraio: 6:00-20:00.
Sono presenti aree di parcheggio nelle vicinanze; davanti al parco, nel piazzale della Questura, si trova inoltre un ampio parcheggio a pagamento.
Per noi è una di quelle tappe che non servono a “vedere qualcosa”, ma a dare respiro alla giornata.

Ed è una distinzione importante quando si viaggia con bambini.
Lago di Barcis con bambini: la gita che inserirei sicuramente
Lasciamo la città.
Il Lago di Barcis è una delle escursioni più interessanti da abbinare a Pordenone con bambini.
Il paese sorge sulle rive del lago artificiale formato dalle acque del Cellina e il colore dell’acqua è probabilmente la prima cosa che attirerà l’attenzione.
Ma non organizzerei la giornata soltanto intorno al lago.
Barcis è soprattutto il punto da cui costruire un itinerario che può comprendere passeggiata, borgo, Forra del Cellina e Vecchia Strada della Valcellina.
Con bambini piccoli si può semplicemente passeggiare lungo le zone accessibili del lago e fermarsi per un picnic o per pranzo.
Con bambini più grandi si può aggiungere qualcosa di decisamente più avventuroso.
Vecchia Strada della Valcellina con bambini
Questa è una delle esperienze che abbiamo fatto con i nostri bambini e anche una di quelle che permettono di capire quanto il territorio intorno a Pordenone sia diverso dalla città.
La Vecchia Strada della Valcellina attraversa la Riserva Naturale Forra del Cellina.
Un tempo era la strada che collegava la valle alla pianura.
Oggi parte del vecchio tracciato può essere percorso a piedi attraverso un ambiente nel quale il torrente Cellina ha scavato canyon profondi nella roccia.
Nel 2026 il tratto accessibile indicato dal Parco Naturale Dolomiti Friulane è quello Ponte Antoi – Molassa – Vecchia Diga, lungo circa 2 chilometri e con un dislivello minimo di circa 40 metri.
Il percorso non è però aperto liberamente tutto l’anno.
L’accesso segue un calendario stagionale stabilito dal Parco e può essere sospeso anche per condizioni meteorologiche avverse o manutenzione.
Questo è uno degli aspetti che negli articoli turistici viene spesso spiegato male: non bisogna arrivare a Barcis dando per scontato di poter entrare nella Vecchia Strada in qualsiasi giorno dell’anno.

Nel 2026 il biglietto di accesso alla Vecchia Strada costa 3 euro a persona.
A questo si possono aggiungere altri 3 euro per il ponte tibetano.
Orari, giorni di apertura e tariffe devono essere verificati sul sito del Parco Naturale Dolomiti Friulane prima di partire.
Ponte tibetano di Barcis con bambini
E poi arriva lui.
Il ponte tibetano sulla Forra del Cellina è lungo 55 metri e permette di attraversare la forra sospesi sopra il canyon.
Non è semplicemente un ponte da fotografare.
Fa parte dell’esperienza della Vecchia Strada e richiede di seguire le indicazioni di sicurezza presenti sul posto.
Con i bambini valuterei soprattutto due cose: età e reazione individuale all’altezza.
Non trasformerei mai l’attraversamento in una sfida del tipo “devi farlo”.
Per alcuni bambini sarà la parte più divertente della giornata.
Per altri potrebbe non esserlo affatto.
E va bene così.
Il percorso per raggiungere la passerella viene descritto dall’ente turistico locale come semplice e breve. Per l’accesso al ponte vengono utilizzati dispositivi di sicurezza; nel 2026 il Parco invita anche, quando possibile, a portare il proprio casco.
L’esperienza è stagionale e dipendente dalle condizioni del percorso: controllate sempre le informazioni ufficiali.
Parco Faunistico Pian Pinedo con bambini
Un’altra esperienza che abbiamo fatto è il Parco Faunistico Pian Pinedo, nel territorio di Cimolais, tra Cimolais e Claut.
È importante capire che non stiamo parlando del classico zoo cittadino.
Il parco occupa 35 ettari recintati ai confini del Parco Naturale Dolomiti Friulane ed è stato progettato per permettere agli animali di vivere in condizioni quanto più possibile vicine a quelle naturali.
L’obiettivo è far conoscere la fauna locale e contemporaneamente educare al rispetto degli animali e dell’ambiente.
All’interno si possono osservare diversi esemplari della fauna delle Dolomiti Friulane.
La visita comprende anche il Centro visite Pian Pinedo, costruito per lavorare sui “sensi della natura” attraverso ambienti nei quali suoni e odori aiutano a percepire il bosco in maniera differente.
Sono presenti inoltre la ricostruzione del Cason dei Boscaioli e una calcinaia recuperata.

Pian Pinedo: prezzi e aperture 2026
Qui è fondamentale sottolineare la stagionalità.
Nel 2026 il Parco Faunistico Pian Pinedo è aperto dal 12 aprile all’11 ottobre ogni domenica e, nel cuore dell’estate, dal 26 luglio al 31 agosto tutti i giorni, oltre ad alcune aperture straordinarie.
L’orario è 9:00-18:00, con ultimo ingresso al recinto alle 17:00.
Le tariffe 2026 sono:
6 euro ingresso intero;
4 euro ridotto;
2 euro per il solo Centro visite.
I cani non sono ammessi.
Questi dati sono particolarmente soggetti a variazioni annuali: utilizzateli per orientarvi, ma verificate il calendario ufficiale prima della partenza.
La Diga del Vajont con bambini: una visita completamente diversa
Inserire la Diga del Vajont in un articolo dedicato ai bambini richiede attenzione.
Non è una normale attrazione.
Non è neppure un luogo nel quale andare soltanto per osservare un’opera ingegneristica impressionante.
È un luogo della memoria.
La sera del 9 ottobre 1963 una gigantesca frana si staccò dal Monte Toc e precipitò nel bacino artificiale. L’onda generata superò la diga e devastò i territori sottostanti. Le vittime furono 1.917.
La diga rimase in piedi.
Ed è proprio trovarsi fisicamente davanti a quel paesaggio a far comprendere la portata di ciò che accadde.
Ha senso portare i bambini al Vajont?
Secondo me sì, ma dipende dall’età e soprattutto da come viene raccontato.
Noi abbiamo scelto di visitarlo con i nostri bambini.
Non trasformerei però il Vajont in un racconto macabro né riempirei i bambini più piccoli di dettagli che non sono ancora in grado di elaborare.
Si può partire dal territorio.
Dalla montagna.
Dalla diga.
Dall’acqua.
E con i più grandi affrontare progressivamente il tema delle decisioni umane, della prevenzione e della responsabilità.
Il Parco Naturale Dolomiti Friulane propone differenti modalità di visita.

Esiste una visita breve di circa 50 minuti sul coronamento della diga. Al controllo del 2026 il costo indicato è di 7 euro per gli adulti, mentre i bambini sotto i 6 anni entrano gratuitamente.
Esistono inoltre visite guidate di due e tre ore. Quella di tre ore comprende il coronamento, i luoghi della catastrofe, la frana e il bosco vecchio e comporta una passeggiata complessiva di circa 5 chilometri. Il Parco la indica come adatta a tutti e non particolarmente difficile.
Con bambini piccoli sceglierei la formula in funzione della loro capacità di camminare e soprattutto di ascoltare.
Orari, date e modalità di prenotazione devono essere verificati prima della visita.
Valvasone con bambini: entrare in un piccolo borgo medievale
Dopo il Vajont, Valvasone cambia nuovamente il tono del viaggio.
Il borgo fa parte dei Borghi più belli d’Italia e conserva un nucleo storico compatto fatto di calli, antiche abitazioni, portici e palazzi.
Con i bambini non serve inventare molto.
C’è un castello.
C’erano mura.
C’era un fossato.
C’era un ponte levatoio.
Esiste un antico mulino.
Praticamente gli ingredienti di una storia sono già tutti lì.
Il Castello di Valvasone
Il Castello domina Piazza Castello ed è il cuore del borgo.
All’interno conserva ambienti di epoche differenti, tra cui un piccolo teatro settecentesco con palchi lignei decorati, affreschi, una grande cucina con focolare e una cappella privata.
Per visitare gli interni bisogna verificare preventivamente disponibilità e modalità delle visite guidate.

Il Duomo e l’antico organo
Nel Duomo del Santissimo Corpo di Cristo è conservato un importante organo veneziano del Cinquecento.
Il borgo è abbastanza raccolto da permettere di visitarlo senza trasformare la giornata in una lunga camminata.
Noi lo abbiamo inserito nel nostro itinerario con i bambini proprio come tappa diversa rispetto alla natura e ai luoghi più impegnativi dei giorni precedenti.
Cosa mangiare a Pordenone con bambini
Un viaggio in Friuli senza dedicare attenzione alla cucina sarebbe incompleto.
Tra i piatti più rappresentativi troviamo innanzitutto il frico, preparato con formaggio e patate: uno dei piatti che può risultare più semplice da proporre anche ai bambini.
Ci sono poi i cjarsons, ravioli della tradizione friulana caratterizzati da ricette che possono cambiare notevolmente da zona a zona, e preparazioni come il risotto con lo sclopit.
Tra i piatti tradizionali friulani compare anche l’abbinamento muset e brovada, decisamente più particolare: il muset è un insaccato di maiale accompagnato dalla brovada, rape fermentate nelle vinacce.
Con bambini non cercherei necessariamente un “ristorante per bambini”.
Cercherei piuttosto una trattoria o un locale nel quale poter assaggiare la cucina del territorio scegliendo contemporaneamente uno o due piatti semplici da condividere con loro.
Quanti giorni servono per visitare Pordenone con bambini?
Per Pordenone città può bastare un giorno.
Per fare il viaggio che considero realmente interessante servono invece almeno tre giorni.
Giorno 1 – Pordenone
Centro storico al mattino.
Pranzo.
Palazzo del Fumetto.
Parco di San Valentino nel tardo pomeriggio.
Giorno 2 – Barcis e Valcellina
Lago di Barcis.
Vecchia Strada della Valcellina.
Ponte tibetano, quando aperto.
Passeggiata sul lago.
Giorno 3 – Dolomiti Friulane
Qui sceglierei in base all’età dei bambini e alla stagione:
Pian Pinedo;
oppure Vajont ed Erto e Casso.
Con quattro giorni aggiungerei Valvasone senza comprimere le altre giornate.
Con cinque giorni inizierei ad allargare l’itinerario verso altre località del Friuli occidentale.
Come arrivare a Pordenone e come muoversi con bambini
Pordenone è servita dalla ferrovia e si trova sull’asse ferroviario Venezia-Udine.
Per visitare esclusivamente la città l’automobile non è indispensabile.
Il discorso cambia completamente se volete costruire un viaggio come il nostro.
Barcis, Cimolais, Vajont e le Dolomiti Friulane rendono l’auto estremamente utile.
Non considererei quindi Pordenone soltanto come city break.
La sua forza per una famiglia è proprio poter utilizzare la città come porta d’ingresso verso un territorio molto più ampio.
Dove dormire a Pordenone con bambini
Se l’obiettivo è esplorare città e provincia, sceglierei tra due strategie.
La prima è dormire a Pordenone, soluzione pratica per avere ristoranti e servizi e partire ogni mattina per una gita differente.
La seconda è dividere il soggiorno, trascorrendo una o più notti verso le Dolomiti Friulane.
Con bambini piccoli controllerei soprattutto parcheggio, ascensore, disponibilità di camere familiari, possibilità di aggiungere un lettino e distanza reale dai servizi.
Non sceglierei necessariamente la struttura più centrale se viaggiate in automobile: poter parcheggiare facilmente ogni sera può valere molto più di cinque minuti risparmiati a piedi.
Pordenone con bambini nelle quattro stagioni
Primavera
È un ottimo periodo per combinare città, parchi e prime escursioni.
Attenzione però: alcune attrazioni naturalistiche iniziano la stagione soltanto in primavera e seguono calendari precisi.
Estate
È il periodo con la maggiore disponibilità di attività nelle Dolomiti Friulane.
Pian Pinedo aumenta i giorni di apertura e la zona di Barcis diventa particolarmente piacevole.
Nelle giornate più calde eviterei però le ore centrali per le attività esposte al sole.
Autunno
Per me è una delle stagioni più interessanti.
I colori del bosco trasformano completamente Barcis e le Dolomiti Friulane.
Bisogna però verificare attentamente le date di chiusura stagionale di Pian Pinedo e Vecchia Strada della Valcellina.
Inverno
Il viaggio cambia.
Pordenone città, musei, centro storico e borghi diventano protagonisti, mentre molte esperienze naturalistiche citate in questa guida non sono accessibili con le stesse modalità dell’estate.
Non utilizzate quindi un itinerario estivo semplicemente cambiando il mese sul calendario.
Cosa fare a Pordenone con bambini quando piove
Il Palazzo del Fumetto è probabilmente la prima risposta.
Controllerei poi la programmazione dei Musei Civici e delle mostre temporanee.
La città sta inoltre ampliando notevolmente il proprio calendario espositivo in vista del 2027.
Il 28 agosto 2026 il Comune ha presentato un ampio programma di esposizioni per il biennio 2026-2027 che coinvolge musei, gallerie, biblioteca e Palazzo del Fumetto.
Una giornata di pioggia può quindi essere utilizzata per la parte culturale del viaggio, spostando Barcis e Dolomiti Friulane alla giornata meteorologicamente migliore.
Gli errori da evitare a Pordenone con bambini
Il primo è dedicare tutto il viaggio soltanto alla città.
Il secondo è fare l’opposto: utilizzare Pordenone soltanto come base e non visitare il suo centro storico.
Il terzo è arrivare alla Vecchia Strada della Valcellina senza aver verificato il calendario di apertura.
Il quarto è pensare che Pian Pinedo sia aperto tutto l’anno.
Il quinto è affrontare il Vajont come una normale attrazione turistica.
Il sesto è riempire la stessa giornata di Barcis, ponte tibetano, Pian Pinedo e Vajont solo perché sulla mappa sembrano relativamente vicini.
Con bambini, meno tappe e più tempo funzionano quasi sempre meglio.
La nostra esperienza a Pordenone con bambini
Il nostro viaggio ci ha permesso di conoscere Pordenone in una maniera che probabilmente non avremmo immaginato guardando soltanto il nome della città sulla cartina.
Abbiamo camminato nel centro storico, visitato il Palazzo del Fumetto e lasciato ai bambini il loro spazio al Parco di San Valentino.
Poi abbiamo cambiato scenario.
Siamo stati al Lago di Barcis, abbiamo percorso la Vecchia Strada della Valcellina e vissuto l’esperienza del ponte tibetano. Abbiamo visitato Pian Pinedo e portato i bambini in un luogo completamente diverso come la Diga del Vajont. Infine abbiamo scoperto il centro di Valvasone.
Ed è proprio questa alternanza che consiglierei a un’altra famiglia.
Non cercate di capire se Pordenone sia una destinazione culturale, naturalistica o per bambini.
Usatela per mettere insieme tutte e tre le cose.

Domande frequenti su Pordenone con bambini
Pordenone è adatta ai bambini?
Sì, soprattutto se la visita alla città viene combinata con le esperienze nei dintorni. Centro storico, Palazzo del Fumetto, Parco di San Valentino, Barcis e Dolomiti Friulane permettono di costruire giornate molto diverse.
Quanti giorni servono per Pordenone con bambini?
Per la sola città può bastare un giorno. Per includere Barcis, Valcellina e almeno una tra Pian Pinedo e Vajont consiglierei almeno tre giorni. Quattro giorni consentono di aggiungere Valvasone con ritmi più adatti ai bambini.
Cosa vedere a Pordenone con bambini in un giorno?
Centro storico e Corso Vittorio Emanuele II al mattino, Palazzo del Fumetto dopo pranzo e Parco di San Valentino nel pomeriggio rappresentano un ottimo itinerario.
Pordenone si visita bene con il passeggino?
Il centro cittadino e il Parco di San Valentino sono generalmente semplici da gestire. Il Parco di San Valentino dispone specificamente di percorsi progettati anche per passeggini e persone con mobilità ridotta. Per le escursioni naturalistiche bisogna invece valutare ogni percorso separatamente.
Il Palazzo del Fumetto è adatto ai bambini?
Sì. Il Palazzo propone mostre, museo permanente, laboratori e attività rivolte anche a bambini e ragazzi. Nel 2026 ha organizzato anche Summer Camp per bambini dai 6 agli 11 anni.
Il Lago di Barcis è adatto ai bambini?
Sì. È possibile organizzare una giornata tranquilla sul lago oppure abbinarla a esperienze più avventurose come la Vecchia Strada della Valcellina e il ponte tibetano, verificandone sempre l’apertura.
Il ponte tibetano di Barcis si può fare con bambini?
Il ponte è un’esperienza da valutare in funzione dell’età, dell’altezza e soprattutto della sicurezza emotiva del singolo bambino. È lungo 55 metri e l’accesso avviene secondo le modalità stabilite dal gestore. Non forzerei mai un bambino che mostra paura dell’altezza.
Quanto costa la Vecchia Strada della Valcellina?
Nel 2026 l’accesso alla Vecchia Strada costa 3 euro a persona. Per il ponte tibetano sono previsti ulteriori 3 euro. Calendario e tariffe possono cambiare annualmente.
Pian Pinedo è aperto tutto l’anno?
No. Il Parco Faunistico Pian Pinedo ha aperture stagionali. Nel 2026 la stagione va dal 12 aprile all’11 ottobre con aperture domenicali e un periodo di apertura quotidiana dal 26 luglio al 31 agosto, oltre ad alcune giornate straordinarie.
La Diga del Vajont è adatta ai bambini?
Può esserlo, purché la visita venga adattata all’età. Il Parco propone anche un percorso guidato breve sul coronamento di circa 50 minuti. Con bambini più grandi la visita può diventare un’importante occasione per affrontare la storia del Vajont e il tema della memoria.
Cosa fare a Pordenone con bambini quando piove?
Palazzo del Fumetto, musei e mostre sono le alternative principali. Conviene costruire un itinerario flessibile e lasciare Barcis e le escursioni naturalistiche alle giornate con meteo migliore.
Qual è il periodo migliore per visitare Pordenone con bambini?
Per un itinerario completo sceglierei primavera inoltrata, estate o inizio autunno, perché consentono di accedere a un maggior numero di esperienze naturalistiche. Pordenone città rimane invece visitabile tutto l’anno.
Conclusione: perché Pordenone con bambini ci ha sorpresi
La parte più interessante del nostro viaggio è stata scoprire quanto velocemente cambiasse il paesaggio.
Una mattina eravamo sotto i portici di Corso Vittorio Emanuele II.
Poi davanti ai fumetti.
Poi in mezzo al verde.
Il giorno successivo davanti all’acqua di Barcis e sopra la Forra del Cellina.
E ancora tra gli animali delle Dolomiti Friulane, davanti alla Diga del Vajont o nelle stradine medievali di Valvasone.
È questa la chiave con cui organizzerei Pordenone con bambini: non come una semplice visita alla città, ma come un piccolo viaggio nel Friuli occidentale.
Se avete tre o quattro giorni, scegliete Pordenone come punto di partenza, alternate una giornata urbana a una nella natura e non concentrate troppe escursioni nello stesso giorno.
E soprattutto controllate sempre le aperture stagionali prima di partire.
In questo territorio alcune delle esperienze più belle non sono disponibili 365 giorni l’anno. Saperlo prima permette di costruire l’itinerario giusto invece di scoprirlo davanti a un cancello chiuso.
Valentina